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23:52 04/06/2006
in: tracce

2005 - TERRESTRE

TERRESTRE - 2005 - EMI

  1. Corpo a corpo
  2. Ratto
  3. Vita d'altri
  4. Abitudine
  5. Gasoline
  6. Incantevole
  7. L'odore
  8. Alba a quattro corsie
  9. Salto nel vuoto
  10. Giorni a perdere
  11. Amantide
  12. Terrestre
  13. Le serpi
  14. Dormi

EVIDENZIATI I SINGOLI USCITI

CORPO A CORPO: è una febbricitante denuncia masticata su una base ragga a nervi scoperti. E’ il corpo oramai il metro di paragone, il terreno di saccheggio, la frontiera violata che separa l’emisfero del benessere dal dolore del mondo. Che si parli di nuove schiavitù, di mercato di organi o delle nuove religioni di guerra. Laiche o sacre che siano.

 

RATTO: Ratto è una giovane figura di città, un “kid” che appartiene solo a se stesso, un disincantato che ha sofferto restando in piedi con la forza della musica. La linea vocale meticcia e ritmata su un basso beat, cede il passo ad improvvise sventagliate elettriche. Attraverso un ritornello mozzafiato si arriva all’esplosione strumentale dove suoni analogici di tastiere d’epoca incrociano gli spigoli della chitarra. Una sfida ambiziosa per stile e originalità.

 

VITA D’ALTRI: un altro personaggio, questa volta femminile. Una silenziosa disperazione che ha il sapore dell’attesa infinita e della percezione di non vivere se non nel riflesso di altre storie, altra gente. Vite d’altri, appunto. Chitarre elettriche e acustiche viaggiano impastate con liquidi sintetizzatori su una ritmica instabile. La batteria alterna raffiche al soffio di un ritornello ventoso e malinconico.

 

ABITUDINE: è il biglietto da visita che anticipa l’uscita. Un brano che ben evidenzia il sapore elettrico ma anche tutta la ricchezza delle sfumature di “Terrestre”. La coda strumentale in 9/8 riecheggia lontane influenze progressive, o forse solo la voglia di rompere gli schemi lasciando gli strumenti a briglia sciolta.

 

GASOLINE: è il primo brano in inglese in un disco ufficiale dei Subsonica. Un confronto diretto con la scena internazionale. La struttura circolare si srotola su un unisono ipnotico di voce e chitarre elettriche, sostenute da un basso gommoso tra scrosci e disturbi elettronici. Il testo è sabbioso e visionario come lo strumentale centrale: a tutti gli effetti un solo di batteria. Anche se le vorticose ritmiche intrecciate sono due e una delle due è pura anarchia elettronica. Piuttosto insolito per un disco pop Italiano datato 2005. Il robusto riff di tastiera sembra

fuoriuscire dalle polveri di un vinile anni 70.

 

INCANTEVOLE: un brano sonnacchioso pomeridiano e romantico. Durante le session di scrittura dei brani, in

una casa di campagna, il gruppo decide di rompere l’isolamento e di organizzare una festa per il Sabato sera. Festa “terminale” con tanto di corpi rinvenuti su divani e tappeti il giorno successivo. In quell’atmosfera da domenicaday after, viene messo a punto Incantevole. Rispetto all’idea originale la velocità scende di almeno 20 bpm, e le tinte si fanno decisamente più soffuse per convivere meglio con l’atmosfera pigra e con gli amici che lamentano terribili mal di testa. Successivamente, al tessuto sonoro dolce ed esitante- quasi ambient-, viene aggiunta un’orchestra. Il suono di batteria viene snellito appoggiando un piatto di metallo sul rullante. Nel ritornello finale sarà invece una t-shirt ad attutirne il volume.

 

L’ODORE: uno dei primi pezzi messi in prova per questo nuovo lavoro. E’ evidente tutta la voglia di alzare il volume agli amplificatori e suonare live and direct. Il testo carnale, riflette in pieno la vitalità del suono. E’ decisamente l’episodio più rock anche se in tutto l’album le virgolette sono sempre d’obbligo.

 

ALBA A QUATTRO CORSE: potrebbe essere la continuazione di ciò che in passato è stato “Nuvole rapide”. Un brano techno con la cassa in quattro pensato e suonato con un approccio da d.j e non con il voyeurismo tipico del rock quando si cimenta con l’elettronica. Del resto l’organico della band vede ben due giratori di vinile all’attivo. E un terzo (Ninja) in procinto di. In alba a quattro corsie però si va un passo oltre e si suona praticamente tutto, ad eccezione di una breve introduzione programmata. Si suona tutto con strumenti tradizionalmente rock, dal pianoforte elettrico Fender Rhodes ai timpani al tamburello ad una chitarra doppio manico, al basso con un plettro in grande evidenza che sostiene una batteria decisamente protagonista. Cantato ipnotico, intensità notturna e schemi nuovamente in frantumi.

SALTO NEL VUOTO: una canzone sul coraggio, o sulla drammatica carenza di coraggio nel nostro accomodante quotidiano dove tutto pare ineluttabile, prefissato, invariabile. Qui il sapore è più elettronico, quasi sottile. La pulsazione del basso è profonda, le chitarre elettriche riverberate e il timbro della voce sono vicine alla sfumatura reggae.Una costante ricorrente in ogni album. Il ritmo però è dispari: un intrigante e obliquo 7/8 che si raddrizza solo durante il ritornello.

 

GIORNI A PERDERE: il beat accelera nuovamente su una battuta che pulsa quasi drum’n bass. Ma le corde dell’elettrica, la voce distorta, i synth nevrotici spostano lo scenario. Sempre strada, notte, sempre cose viste o vissute da vicino. Altri personaggi dai sogni incerti e dalle abitudini non sempre edificanti. Ma non c’è lettura morale, solo lettura e basta. I personaggi fanno i propri conti da soli.

 

AMANTIDE: Sintetizzatori incisivi e in grande evidenza su una base che potrebbe essere lontanamente reggae, se si potesse fotografare il reggae da un satellite spaziale. Il basso ha un timbro metallico e la batteria una sonorità quasi spappolata. Frutto di accordature di pelli molto molli. Alla chitarra il compito di insidiare la melodia creandochiaro-scuri e elevando la tensione di uno dei brani più melodici dell’album. Il titolo spiega molto bene l’argomento trattato. In terrestre ci sono insetti, oceani, cieli, prati fango, fuoco, vento, sabbia,fiumi, stelle, serpenti...

 

TERRESTRE: mantenendo l’angolazione di ripresa sempre dal satellite, inquadriamo una porzione di crosta terrestre, ingrandita e amplificata nei suoi silenzi. Così come nella copertina dell’album la pellicola con una lunga esposizione strappa un immagine virtualmente diurna, assolutamente sfalsata di un paesaggio notturno, l’unico brano strumentale del disco ruba al silenzio note esitanti, gorgoglii, rumori impercettibili. Il gruppo durante l’estate ha avuto modo di sperimentare a lungo con dilatazioni e suoni ambient. Ma questa è un’altra storia.

 

LE SERPI: lo strumentale precedente decongestiona l’ascolto per la zona finale più intima dell’album. Insieme

a “Vita d’altri”,e “A-mantide”, “Le serpi” è il frutto della collaborazione oramai storica con l’amico e poeta Luca Ragagnin. Un brano scuro e desertico, con un’elevata tensione drammatica nelle parole, nei suoni e nelle parti orchestrali. La ritmica è inconfondibilmente subsonica, ma la voce così come gli intrecci di acustiche e elettriche 12 corde scoprono tinte mai esplorate in passato. Alcuni velenosi dub esaltano la profondità notturna di questa sorta di preghiera senza tempo.

 

DORMI: prende forma dal ronzio una ninnananna a cielo aperto cullata da lievi rumori di fondo, il satellite passa e inquadra una prateria suburbana addormentata e attraversata dai tralicci e cavi elettrici. Oltre che da parole che sussurrano nella lingua più antica del mondo.

 (INFORMAZIONI PRESE DAL SITO UFFICIALE www.subsonica.it

anomaliasbs

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20:08 04/06/2006
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2002 - AMOREMATICO

AMOREMATICO - 2002 - Mescal

  1. Nuvole rapide
  2. Albascura
  3. Dentro i miei vuoti
  4. Eva-eva
  5. Nuova ossessione
  6. Mammifero
  7. Sole silenzioso
  8. Ieri
  9. Gente tranquilla
  10. Questo domani
  11. Atmosferico I
  12. Atmosferico II
  13. Atmosferico III
  14. Atmosferico IV

EVIDENZIATI I SINGOLI USCITI

Nuvole rapide: liberamente ispirato alla sceneggiatura del film “Santa Maradona”, alle nuvole che schizzano sulla pellicola e finiscono chissà dove, all’inesauribile scorrimento in ogni cosa. Il movimento ritmico di sette/quarti spezza il respiro del brano imprimendogli una circolarità quasi ossessiva. La cassa in quattro (house?) rimbomba tra edifici di periferie piovose accompagnata da arpeggiatori elettronici e sgocciolanti trame elettriche.

 Albascura: personaggio femminile al neon su sfondo scuro. Giocare a buttarsi via a 20 anni con la consapevolezza di esprimere tutto il rancore possibile facendo schiantare la rabbia notte su notte, pelle dopo pelle. Chitarre distorte e suoni lunari sostenuti da una battuta ritmica (di derivazione drum’n bass) tratteggiano nervosamente situazioni che sanno di racconto di Tondelli, che sanno di realtà conosciuta da vicino.

 Dentro i miei vuoti: una canzone di sentimenti esitanti sussurrati in mezzo alla quotidiana tempesta-sinfonia di suoni-rumori. Si gioca con il vocoder nel descrivere una sottile alienazione mentre gli strumenti percussivi giocano a rappresentare il traffico con criteri che ricordano molto le soluzioni sonore di certe pellicole fine-anni-sessanta. Il sentimento è forse la sola cosa capace di abbassare il volume a tutto il resto.

 Eva-eva: un episodio d’amore tutto al femminile. Atmosferico come un pomeriggio in controluce.
Un’elettronica lieve ed aperta sorregge tutto il brano mentre chitarre acustiche sgranate ed elettriche riverberate, accompagnate da vari disturbi, disegnano lo sfondo.

 Nuova ossessione: testo con doppio fondo in cui una semplice e paranoica infatuazione funge da spunto per dissertare sulla manipolazione delle ossessioni, che diventano veri e propri meccanismi di controllo. L’ampio utilizzo di termini legati all’universo della comunicazione di massa non è assolutamente casuale così come non lo sono le parole “infezione” ed “esplosione”. I Subsonica incontrano in questo pezzo i Krisma, una delle realtà storicamente più sregolate e trasgressive del pop italiano. Le sonorità sono ispirate ai primi lavori del duo Arcieri-Moser. Le voci di Cristina e Maurizio si fondono con quella di Samuel mentre lo stesso Maurizio è l’artefice dei vari disturbi elettronici. Il pezzo mantiene un andamento ironico e trascinante scandito da una battuta “disco”.

 Mammifero: il brano più solare dell’album. Il calore jamaicano della melodia filtra attraverso la cassa in quattro e altri inquinamenti ritmico-sonori. L’attitudine dance-floor è anche evidenziata dal testo, che invita ad abbandonare tensioni cerebrali per fluttuare a “corpo libero” nello spostamento d’aria dei woofer. Istintivi e primordiali come mammiferi in assenza di gravità.

 Sole silenzioso: la melodia rimane jamaicana anche se il contesto è radicalmente diverso. In questo episodio l’album mostra i dati anagrafici di un lavoro nato passando attraverso”i giorni di Genova”, quelli della tragedia di New York e della conseguente guerra. Sole silenzioso regala ampi spazi sonori riflessivi e parole che ricordano come la storia venga sovente costruita da chi pratica una “necessaria”disobbedienza. La voce di Samuel, la melodia di Max, le orchestrazioni di Boosta sono qui coaudiuvate dal lavoro del d.j. Roger Rama, già operativo in “Nuvole rapide”.

 Ieri : nell’appassionata ricerca di fondamenti musicali in cui riconoscere una radice, lungo la via italiana al suono, i Subsonica annoverano un interesse speciale per il lavoro dei Maestri della sonorizzazione. Morricone, Ortolani, Umiliani, sono alcuni fra i nomi incontrati. ”Ieri”, lungi dall’essere operazione di modernariato, unisce i suoi toni soffusi ad un’orchestrazione (con la complicità del fedele “Maestro” Fabio Gurian) che riporta indietro, fino all’epoca in cui il “sound”, nelle eleganti prospettive orchestrali, era elemento principe. L’elettronica amplia lo sfondo insinuandosi insolente tra le acustiche e le parole che raccontano come polardoid, un’amicizia senza tempo.

 Gente tranquilla : “gente tranquilla” è solitamente la descrizione più utilizzata nei freddi reportage televisivi sugli scenari delle tragedie “in famiglia”. Una tranquillità che evidentemente ha poco a che fare con la pace e che talvolta nasconde, sotto una “quieta” apparenza, tutta la violenza e la frustrazione dei rapporti in un mondo sempre più disgregato. Disgregato ed inerme che si ritrova ad osservare se stesso allo schermo con un brivido, domandandosi se la stessa cosa potrebbe…. Sui tesissimi intrecci ritmici (3 batterie sovrapposte) urlano arpeggiatori e voci distorte. L’ospite di turno è il rapper marocchino Rachid (residente in città e frequentatore dei Murazzi) che sgrana versi in arabo incarnando “la belva, il capro espiatorio, il demone tascabile”, in pratica “il diverso”, al quale troppo spesso si vorrebbe attribuire l’insostenibile peso di incubi che sono soltanto nostri.

 Questo domani : brano che chiude la sequenza delle canzoni, nel quale la sottile inquietudine anni ‘80 serpeggiante nell’album esplode su una base dalle tinte livide. La battuta “deep house” lascia spazio ad un inciso chitarroso e distorto che si ricompone immediatamente nell’elegante rigidità elettronica delle parti strumentali. Le parole sono quelle di una separazione e lo scenario è quello della resa dei conti. Un affrontarsi quasi muto, un laconico rodeo. Un duello intrapreso con qualcuno o qualcosa di cui ci si deve definitivamente liberare.

 ATMOSFERICO I, II, III, IV Suite, destrutturazione, rilettura di suggestioni subsoniche, file audio ad opera di Roger Rama che in questo frangente presta la sua attitudine underground appropriandosi delle sonorità dell’album per svilupparle in una forma meticcia. Il d.j. diventa protagonista nella sezione finale del disco.

(INFORMAZIONI PRESE DAL SITO UFFICIALE www.subsonica.it)

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19:59 04/06/2006
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1999 - MICROCHIP EMOZIONALE


MICROCHIP EMOZIONALE - 1999 - Mescal

  1. Buncia
  2. Sonde
  3. Colpo di Pistola
  4. Aurora sogna
  5. Lasciati
  6. Tutti i miei sbagli
  7. Liberi tutti
  8. Strade
  9. Il mio dj
  10. Discolabirinto
  11. Il cielo su Torino
  12. Albe meccaniche
  13. Depre
  14. Perfezione (traccia nascosta - "il mio dj" (mix version)

EVIDENZIATI I SINGOLI USCITI

Buncia

Buncia.

Sonde

Esistono tecnologie e mezzi in grado di garantire il controllo sulla vita di chiunque, dovunque. In un immaginario solo parzialmente fantascientifico la rassegnazione allo stato di sorveglianza perenne trasfigura la presenza di microfoni, obbiettivi, satelliti spia nella più confortante immagine dell'angelo custode.

Colpo di pistola

Non è necessario chiedersi a chi sia rivolto questo pezzo. La prevaricazione, gli abusi quotidiani, l'arrivismo più arrogante contornano sufficientemente le sagome dei bersagli di chiunque. Ad uso e consumo.

Aurora sogna

Notturna figura femminile (?). Adolescente disadattata o semplicemente insoddisfatta - postmoderna anoressica transgenica ragazzina che sogna tutta la diversità possibile.

Lasciati

Morbida ballata tecnologica di fine secolo (questo). E` una storia d'amore che evapora insieme a parole inutili come un radar puntato quando chiude il cielo.

Liberi tutti

Nasce come sigla radiofonica e viene in seguito rimaneggiata a mo' di filastrocca "situazionista". Un'esortazione a liberarsi da gabbie visibili ed invisibili, che coinvolge in amicizia Daniele Silvestri.

Strade

Apre una parentesi dance che si sviluppa nei due brani successivi. La disco a spasso con arpeggiatori e disturbi elettronici in viaggio verso un finale tutto di scuola italiana.

Discolabirinto

Claustrofobico 7/4 da discoteca scritto con Morgan (Bluvertigo) alle prime luci dell'alba, a conclusione di una nottata torinese trascorsa in pellegrinaggio fra club e dance-hall. Discomusic, breakbeat e indie rock ipnoticamente miscelati.

Il mio dj

 E' un'ulteriore collaborazione. Infrange provocatoriamente la barriera (unilaterale) tra musica indipendente e dance. Claudio Coccoluto, celebre dj e manipolatore di suoni, è contemporaneamente collaboratore e figura ispiratrice del brano. Attenzione alla ghost track.

Il cielo su Torino

E' una canzone d'amore sensuale e controversa, come del resto il rapporto con una città che solo raramente regala il suo cielo.

Depre

Sulla base più "dance hall" del disco viene sgranato un rosario psicofarmacologico. Moderna formula magica che regala l'impressione di volare mentre si sprofonda.

Perfezione

Architetture biologiche sonorizzate con incastri aritmetici in stile musica contemporanea, abbinati a suoni da fantascienza d'annata ("A come Andromeda"?).

 (INFORMAZIONI PRESE DAL SITO UFFICIALE www.subsonica.it)

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19:49 04/06/2006
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1997 - SUBSONICA

SUBSONICA - 1997 - Mescal

  1. Come se
  2. Istantanee
  3. Non identificato
  4. Onde quadre
  5. Radioestensioni
  6. Momenti di noia
  7. Giungla nord
  8. Cose che non ho
  9. Preso blu
  10. Funkstar
  11. Velociraptor
  12. Nicotina groove

EVIDENZIATI I SINGOLI USCITI

Come se

Nasce da un idea melodica di Samuel su una base ritmica campionata del Boosta. Il testo, prevalentemente di Samuel, vede la collaborazione del poeta e amico Luca Ragagnin e la supervisione di Max. Il mixaggio e' stato affidato a Carlo Rossi. Il testo parla di realtà carcerarie e dal vivo viene sempre dedicato a Silvia Baraldini.

Istantanee

L'intuizione melodica del ritornello è opera di Samuel. Max ha creato: ritmica, linea di basso, strofa e tutto il testo; Boosta: le linee di archi. Ninja: il fill di tom e le le due batterie distorte ad incastro sul finale.

Non identificato

 Il brano è' nato sulla sperimentazione ritmica di alcuni campioni di batterie distorte ad opera di Boosta e Max. Successivamente lo stesso Max ha creato la linea ad unisono di basso e chitarra, la melodia e il testo. Nella sezione fiati suona Roy, trombettista dei Mau Mau e Fabio Gurian, sassofonista e arrangiatore. Il pezzo e' palesemente ispirato ai telefilm di fantascienza anni '70 della serie Ufo di cui si ascolta anche il campionamento iniziale.

Onde quadre

Nasce da un iniziale campionamento di Max su cui Boosta completa ritmica, linea di basso e riff di tastiera. La melodia è di Samuel ( che canta anche in un megafono). Il testo è' di Max.

Radioestensioni

Sulla melodia di Samuel e la linea di basso del Boosta, si sovrappongono le innumerevoli incisioni di batteria processata o ripresa in diversi punti dello studio (vedi corridoio) e un sound che si ispira al funk psichedelico anni '70. La parola Radioestensioni è opera di Samuel, il testo è completato da Max. Il pezzo è dedicato a tutti coloro che operano nelle libere frequenze. Il mixaggio del brano è stato realizzato da Carlo Rossi.

Momenti di noia

Un vecchio brano di Samuel e Boosta di cui è stato mantenuto il ritornello. Linea di basso Boosta e melodia Samuel, il pezzo è stato successivamente ampliato dalla band. Nel ritornello sono state sovrapposte tre batterie in controtempo. Si noti l'unico assolo di chitarra del disco che tenta di evocare il frenetico volo di un insetto. Il testo delle strofe è di Max, quello del ritornello di Samuel.

Giungla Nord

L'intuizione melodica nasce da una libera variazione (pianoforte e voce) sul tema di Wild Horses dei Rolling Stones con cui Samuel soleva intrattenere (o ammorbare), durante le lunghe ore di lavorazione, il resto della band. Entra così se non di diritto, di prepotenza, nell'album, grazie ad una elaborazione in chiave drum'n'bass tutta SubsOnicA e interamente suonata. Da notare gli innumerevoli incastri ritmici nonché la deformazione del suono già' presente negli altri pezzi, ma che qui ha il suo massimo risalto, della batteria. In seguito a particolari studi sull'accordatura delle pelli, sul posizionamento dei microfoni, su compressioni/distorsioni, si è ottenuto un suono perfettamente abbinabile a certe 'sfilacciature' tipiche dei suoni campionati. Per emulare il tipico suono 'staccato' drum'n'bass, Pierfunk ha percosso le corde del basso con delle bacchette di legno legate alle dita. Il testo, interamente di Max, è un tributo alle nebbie in cui sono avvolte molte giornate torinesi.

Cose che non ho

L'inconfondibile stile melodico di Samuel sul ritornello è accoppiato alla strofa di Max che per contrappeso muove la melodia su percorsi dissonanti. Il brano ha una sonorità reggae complicata da archi, chitarre col tremolo, organi da colonna sonora, che sfocia in un crescendo finale di sovrapposizioni ritmiche distorte. L'idea che riguarda le cose che non ho, è di Samuel, lo sviluppo del testo di Max.

Preso blu

Il brano interamente di Max era destinato ai precedenti Africa Unite. Non adatto alla voce di Bunna, e' stato sperimentato per gioco su Samuel, che ne ha fornito una entusiasmante interpretazione nel primo demo dei Subsonica. La canzone è stata riarrangiata, risuonata e ricantata per la pubblicazione dell'album. In sede di mastering ci si accorge che tutta la magia del demo non era stata mantenuta e si decide utilizzare all'ultimo momento la versione iniziale con tutte le sue imperfezioni.

Funkstar

La base, i riff melodici, l'atmosfera del pezzo sono opera del Boosta. Anche Max per la stesura del testo si è ispirato all'adolescenza del pittoresco tastierista.

Velociraptor

 E' il primo pezzo dei Subsonica che nasce da esperimenti ritmici di Max e Boosta. La versione iniziale nel demo aveva una linea vocale, abbandonata nel disco e ripresa successivamente nel live. L'atmosfera frenetica ottenuta con l'utilizzo di un tempo dispari (sovrapposto ad un quattro quarti) sfocia in un break di tre batterie in unisono registrate in diversi punti dello studio. E' il pezzo più amato dal gruppo.

Nicotina groove

Una livida, rarefatta atmosfera sonora prodotta dal Boosta sostiene il rauco e biascicato cantato di Samuel nel tentativo di riprodurre quella dolce ed insonne atmosfera del rientro a casa dopo una notte passata in giro, magari ai Murazzi del Po. Ispirato ad alcuni quadri del pittore Daniele Galliano, il testo è invece di Max. La chitarra acustica è stata suonata dal Boosta.

 (INFORMAZIONI PRESE DAL SITO UFFICIALE www.subsonica.it)

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PARALLELAMENTE NINJA

venerdì 09 giugno: Rockbeach - Marebello (RIMINI)

sabato 10 giugno: Puddhu Bar - TORINO (drum'n'bass)

sabato 17 giugno: Puddhu Bar - TORINO (drum'n'bass)

venerdì 23 giugno: ZonzOzoO - Bibione Pineta (VENEZIA) - Via degli Ontani (drum'n'bass)

sabato 24 giugno: Play - GENOVA - Parco urbano della lanterna (drum'n'bass) NINJA + MC VICTOR

venerdi 07 luglio: Nuvolari - CUNEO (drum'n'bass) Ore 22: ELLEN RIPLEY LIVE ACT @ MiCasaEsSonica (con Sikitikis e dj set con Max)

venerdi 14 luglio: Giancarlo - TORINO (drum'n'bass) ELLEN RIPLEY LIVE ACT @ TRAFFIC FESTIVAL

PARALLELAMENTE BOOSTA

10-06-2006 titti twister (porto d'ascoli-AP)

13-06-2006 molocinque(mestre)

16-06-2006 missamerica villafreto(mo)

17-06-2006 VILLASELMI ROVIGO

21-06-2006 san giovanni di casarsa (pn) + linea 77

24-06-2006 la stiva SAN FELICE CIRCEO(FR)

01-07-2006 menhir oristano

15-07-2006 mazoom (verona)

21-07-2006 flippaut

06-08-2006 cocoricò (riccione)

10-08-2006 il muretto (mestre)

15-08-2006 kursaal lignano sabbiadoro

PARALLELAMENTE SAMUEL

Venerdì 9/06 FIRENZE (FI) Meccanò

Sabato 10/06 OSTIA (RM) Il Guerino

Domenica 11/06 JESOLO (VE) Full Moon DJ Festival

Venerdì 16/06 ALESSANDRIA (AL) Luna Rossa

Sabato 17/06 Puglia [location da definirsi]

Sabato 24/06 SAN GIOVANNI TEATINO (CH) Parco dei Cigni

08-07-2006 Genova GE GOA BOA FESTIVAL - Ex Acciaierie di Cornigliano

15-07-2006 01:00 Arezzo AR AREZZO WAVE - Elettrowave Centro Convegni Via Spallanzani

22-07-2006 01:30 Milano MI FLIPPAUT FESTIVAL - Idroscalo

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